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a)Vocabolario

b)Terminologia

 

VOCABOLARIO

Accumulatore

Accumulatore di energia elettrica. Viene impiegato nei settori più svariati, dove l’energia elettrica momentaneamente disponibile deve essere immagazzinata per un uso successivo (p.e. impianti fotovoltaici isolati, tutti i tipi di autoveicoli, impianti UPS, giocattoli,…)

 

Ampere

Unità di misura fisica della corrente elettrica. L’abbreviazione è “A”. Multipli e sottomultipli usuali sono : “kA” (chiloampere = mille ampere) e “mA” (milliampere = millesimo di ampere).

 

Celle amorfe

Celle solari composte da uno strato di silicio applicato su una lastra di vetro attraverso deposizione catodica. Questa tecnologia rende possibile la realizzazione di celle di qualsia­si forma, dimensione e colore. Viene utilizzato spesso per realizzare le facciate.

 

Celle monocristalline

Celle solari composte da silicio monocristallino. Alto rendimento, ma anche alto prezzo d'acquisto.

 

Celle policristalline

Celle solari composte da silicio policristallino. Questo tipo di celle ha rendimento minore, ma sono anche più economiche.

 

Corrente/tensione alternata

Viene abbreviata con la sigla AC oppure CA. Tipo di corrente (o tensione) che varia in continuazione la sua intensità e direzione nel tempo. Qualsiasi presa di corrente convenziona­le fornisce corrente alternata.

 

Corrente/tensione continua

Viene abbreviata con la sigla DC oppure CC. Tipo di corrente (o tensione) costante nel tempo. Ogni batteria o accumulatore come ogni modulo fotovoltaico fornisce corrente continua. Per poter alimentare anche le apparecchiature convenzionali (adatte solo a corrente alter­nata), con un impianto fotovoltaico bisogna applicare i cosiddetti convertitori.

 

Fotovoltaica

Trasformazione diretta di luce in energia elettrica. Particolarmente ecologica dato che non produce né rumore né odori, poca manutenzione dato che non contiene parti in movimento.

 

Generatore di energia solare

Altra definizione per l’insieme di vari moduli fotovoltaici collegato tra loro.

 

Impianto ad isola

Impianto fotovoltaico che funziona completamente autonomamente senza alimentazione da parte della rete pubblica. L'energia solare viene immagazzinata negli accumulatori.

 

Impianto ad immissione in rete

Impianto fotovoltaico che cede l'energia in eccesso alla rete pubblica; se l'impianto invece non dovesse coprire il fabbisogno energetico (per esempio di notte), l'energia viene preleva­ta di nuovo dalla rete.

 

Inverter o Convertitore

Dispositivo per la trasformazione di corrente continua in corrente alternata.

 

Regolatore di carica

Interfaccia tra la fonte di corrente continua (per esempio modulo fotovoltaico) e accumu­latore. Regola i processi di carica e scarica degli accumulatori.

 

Rendimento di un modulo fotovoltaico

Rapporto tra l'energia fornita dai raggi del sole e l'energia ricavata dal modulo. II rendimento viene indicato in percentuale ed é sempre minore del 100%. Valori di rendimento tipici per celle solari variano tra il 4% e il 18%.

 

Silicio

Materia prima per la produzione di celle fotovoltaiche. Nella sua forma grezza é molto fre­quente (per esempio sabbia).

 

Stringa

Collegamento elettrico di diversi moduli fotovoltaici a formare un'unità.

 

Volt

Unità di misura fisica della tensione elettrica. L’abbreviazione é "V”. Altre unità usuali sono "kV" (chilovolt = mille volt) oppure "mV" (millivolt = millesimo di volt).

 

Watt

Unità di misura fisica della potenza. Può essere ricavata dalla corrente (ampere) e dalla ten­sione (volt). (abbreviazione é "W". Multipli usuali sono "kW" (chilowatt = mille watt), "MW" (megawatt = milione di watt).

 

Wp

Watt peak ovvero potenza di punta di un modulo solare in condizioni standard.

 

TERMINOLOGIA

Ambiente

L’insieme delle risorse naturali e di tutte le altre risorse che da esse derivano.
Nella valutazione delle politiche ambientali, il concetto comprende tutte le risorse, come sopra definite, e il modo in cui esse vengono utilizzate e distribuite secondo le regole economiche e sociali vigenti.


Agenda XXI, Agende 21 Locali
L'Agenda XXI è il documento programmatico sul quale si sono incentrati i lavori del Summit della Terra di Rio de Janeiro, nel 1992: materialmente, si tratta di 800 pagine in cui viene tracciato il quadro dei diritti e dei doveri per il nuovo secolo e che hanno costituito la base per la formulazione della Dichiarazione di Rio. Le Agende 21 Locali (A21L) sono gli strumenti con cui i principi generali definiti a Rio vengono concretamente tradotti nelle politiche locali.

Audit ambientale
Insieme delle attività, svolte secondo apposita procedura, che consente una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva dell'efficienza dell'organizzazione e del sistema di gestione ambientale
  
Best Practises
Attività di ricerca, analisi e studio delle prassi migliori relativamente ad uno specifico settore di interesse.

Bilancio o Rapporto ambientale
Rapporto o bilancio ambientale sono termini spesso utilizzati indistintamente.  Il Rapporto Ambientale è pertanto quel documento diffuso al pubblico e redatto periodicamente all'interno, per mezzo del quale l'impresa descrive le sue principali problematiche ambientali, il suo approccio strategico, la sua organizzazione per la gestione ambientale, le azioni messe in atto per la protezione ambientale e documenta, con dati statistiche e indicatori, il proprio

 

Bilancio ambientale di un ente locale o Documento di sostenibilità
Il termine “documento di sostenibilità” è stato definito e introdotto nel dibattito sulla contabilità ambientale pubblica dal disegno di legge Giovanelli e altri dal titolo “Legge quadro in materia di contabilità ambientale dello Stato, delle regioni e degli enti locali”. Nell’accezione della proposta di testo normativo, il “documento di contabilità ambientale” è un “documento riguardante la sostenibilità ambientale dello sviluppo” che comuni, province, regioni e Stato approvano ogni anno, “contestualmente ai documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio”. “Documento di contabilità ambientale”, 

Tale documento contiene: un sistema organizzato di conti ambientali (fisici e monetari) in relazione alle competenze dell’organo istituzionale cui si riferisce, realizzato in modo da rendere possibile il confronto con i documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio; la valutazione degli impatti ambientali delle politiche settoriali, sociali e di sviluppo attuate o da attuare dall’ente. Esso consiste, dunque, in un rendiconto politico-istituzionale in materia ambientale, costruito su una base di dati (sistema dei conti ambientali) inerenti lo stato dell’ambiente e le pressioni del sistema antropico sull’ambiente stesso.  

Certificazione ambientale
La Certificazione ambientale è il rilascio di un parere professionale da parte di un soggetto terzo indipendente (verificatore esterno) sulla completezza, comprensibilità e affidabilità del Rapporto ambientale di un organizzazione, ed in questo caso si parlerà di Certificazione del Rapporto ambientale, oppure sulla conformità del Sistema di Gestione Ambientale di un'organizzazione ai requisiti richiesti dalla norma o standard prescelto (es. ISO 14000 e EMAS, vedi), e in questo caso si parlerà di Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale.

 

CFC
Composto chimico allo stato gassoso utilizzato nei frigoriferi e nelle schiume autoespandenti; la radiazione ultravioletta causa il rilascio degli atomi di cloro, con pregiudizio del buco dell’ozono, e con la conseguenza di contribuire all’”effetto serra”.

Cogenerazione
Produzione combinata di energia elettrica e vapore, utilizzabile sia nell’ambito industriale che civile (teleriscaldamento).

Conferenza di Kyoto
Terza Conferenza delle parti firmatarie della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi nel dicembre del 1997; in tale occasione è stato definito un Protocollo che prevede impegni legalmente vincolanti di contenimento delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 (per l’Europa 8%, per l’Italia 6,5%).

 

Contabilità ambientale
Con il termine contabilità ambientale si intende un sistema che permette di rilevare, organizzare gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi in unità fisiche e monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un organizzazione pubblica o privata si parlerà di contabilità ambientale pubblica o d'impresa. 
 

Conti ambientali
I conti ambientali descrivono la pressione, espressa in unità fisiche, esercitata dalle attività economiche sull'ambiente naturale.

I conti ambientali vengono definiti nel modo seguente: "Per sistema di conti ambientali si intende l'insieme delle informazioni che, nell'ambito del sistema statistico nazionale descrivono: a) la consistenza e le variazioni del patrimonio naturale; b) le interazioni tra economia ed ambiente; c) le spese per la prevenzione, la protezione e il ripristino in materia ambientale". 

Crediti ecologici
Finanziamenti di progetti eco-compatibili.

Disegno di legge sulla contabilità ambientale
E’ il disegno di legge “in materia di contabilità dei Comuni, delle Province, delle Regioni e dello Stato”, presentato dal sen. Giovanelli e altri e approvato dal Senato il 14 luglio 1999.Il testo, alla cui redazione ha contribuito il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, è stato ripresentato nella XIV legislatura ed è ora all’esame della Commissione Ambiente del Senato.
Per ulteriori approfondimenti vedi “La natura nel conto”, a cura di Fausto Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet, Edizioni Ambiente, Milano 2000.

Ecoefficienza
Il significato del termine ecoefficienza può essere fatto risalire alla riformulazione del concetto stesso di efficienza proposta da E. U. Von Weiszäcker, A. B. Lovins e L. H. Lovins nel volume Fattore 4 (Edizioni Ambiente, 1998). Qui, per efficienza si intende ciò che consente di scindere il benessere dell'umanità dal consumo di risorse. Secondo gli autori, migliorando e calibrando l'efficienza - attraverso una serie di tecniche e metodologie già oggi disponibili - si può arrivare rapidamente a un utilizzo più razionale delle risorse, con benefici ambientali, sociali ed economici.

Eco-design
Riprogettazione del prodotto in modo che causi il minor danno possibile all’ambiente durante la produzione, l’uso e lo smaltimento.

Eco-innovatori
Aziende che presentano un grande potenziale innovativo in relazione ai prodotti/servizi erogati ad alta efficienza ecologica.

 

Eco-labelling
Insieme delle procedure introdotte in ambito europeo dal Regolamento comunitario n. 880/1992, consistenti nel contrassegnare con logo specifico i prodotti caratterizzati da un limitato impatto ambientale. Il logo viene assegnato a quei prodotti che soddisfano uno specifico insieme dei criteri ecologici.

Eco-leader
Aziende che all’interno del loro settore produttivo raggiungono le migliori performance ambientali.

 

EMAS
Schema di Gestione e Audit Ambientale secondo il Regolamento della Comunità Europea n. 761/01. Il Regolamento detta le regole per l’adozione volontaria di sistemi di gestione ambientale (analoghe allo standard ISO 14001) e per la redazione della Dichiarazione Ambientale.

Embodied energy
Il concetto di eMergia (embodied energy) sta per energia incorporata ed è una misura dell’energia utilizzata in un intero processo, naturale o artificiale.

 

Environmental Sustainability Index
L’Environmental Sustainability Index cerca di misurare i progressi verso la sostenibilita’ in 122 paesi e si basa su di un set di 22 indicatori molto generali (tipo qualita’ dell’acqua, riduzione dello stress degli ecosistemi, riduzione della pressione della popolazione ecc.) ciascuno dei quali combina da 2 a 6 variabili per un totale di 67 variabili (piu’ specifiche come, ad esempio, la concentrazione di fosforo nelle acque, la percentuale di mammiferi minacciati, la percentuale nella copertura di foreste 1990-95, la mortalita’ sotto i 5 anni ecc.). 

 

Fondi ecologici
Fondo comune che investe in azioni o società che si distinguono per l’impegno verso la salvaguardia, la tutela e il rispetto dei principi etici.


HDI
L’Indice di Sviluppo Umano (HDI) è costruito sulla base di tre indicatori a livello nazionale della speranza di vita, del grado di istruzione (istruzione degli adulti e iscrizioni alla scuola elementare-media-superiore), e della media del PIL pro capite (espresso in "dollari internazionali" vale a dire in termini di parita’ di potere d’acquisto- PPP$). Ad ognuno di questi tre fattori è dato peso uguale per il calcolo dell'indice HDI. La metodologia per la costruzione dell'indice e' cambiata tre volte tra il 1990 e il 1994, ma negli ultimi anni e' rimasta immutata.
Il valore dell’HDI, compreso tra 0 e 1, indica quanto ciascun Paese si e’ avvicinato ai seguenti obiettivi:
a) Speranza di vita 85 anni
b) Accesso all’Istruzione per tutti
c) livello decente di reddito
Il valore teorico massimo dell’Indice (HDI = 1) significa che il Paese ha conseguito tutti gli obiettivi.
Le misure utilizzate per ciascuna variabile sono:
- La longevita’ misurata attraverso la speranza di vita alla nascita
- Il livello di istruzione misurato da una media ponderata di alfabetizzazione degli adulti (due-terzi) e il tasso di iscrizione alle scuole elementari-medie-superiori (un terzo)
- il livello di vita misurato attraverso la parità di potere di acquisto espresso in dollari USA (PPP$).

Impatto ambientale
Qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un’organizzazione.

 

Impronta ecologica
William Rees, l’autore che insieme a Mathis Wackernagel ha messo a punto l’impostazione base dell’”Impronta ecologica” (1996), la definisce come l’area totale di ecosistemi terrestri e acquatici richiesta per produrre le risorse che la popolazione umana consuma e per assimilare i rifiuti che essa stessa produce.
Dopo il vertice di Rio de Janeiro del 1997, Wackernagel ha predisposto con altri collaboratori un ampio lavoro dedicato al calcolo delle impronte ecologiche di 52 paesi, che ospitano globalmente l’80% della popolazione mondiale.
Questi ricercatori affermano: “sommando i territori biologicamente produttivi, che su scala mondiale sono pari a 0,25 ettari di terreni agricoli, 0,6 di pascoli, 0,6 di foreste e 0,03 di aree edificate pro capite, otteniamo un totale di 1,5 ettari di territorio pro capite; arriviamo a 2 ettari se vi includiamo le aree marine. Non tutto questo spazio è disponibile per gli esseri umani, poiché quest’area ospita anche i 30 milioni di specie con le quali l’umanità condivide il pianeta. Secondo la Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo sviluppo, almeno il 12% della capacità ecologica complessiva dovrebbe essere preservata a garanzia della biodiversità. Questo 12% può non essere sufficiente per conservare la biodiversità, ma conservarne di più potrebbe non essere politicamente fattibile (…). E’ quindi possibile calcolare che dei circa 2 ettari pro capite di area biologicamente produttiva che esistono sul pianeta, solo 1,7 ettari pro capite sono disponibili per l’impiego da parte dell’uomo


Indicatori e altri strumenti statistico-contabili di contabilità ambientale
Sono strumenti statistici in grado di fornire informazioni sull’ambiente (nel senso esteso inteso da questo glossario, vedi).
Il modello più diffuso è quello degli indicatori di pressione settoriale, o Determinanti-Pressione-Stato-Impatti-Risposte (DPSIR), elaborato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
La Commissione europea ha individuato una linea di azione denominata ESEPI (European System of Environmental Pressure Indices), per fornire una descrizione sintetica in termini fisici dei fenomeni causati dalle attività umane che sono all’origine dei problemi ambientali. Si tratta di determinare statisticamente tali pressioni per tema ambientale (dieci: inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, ambiente marino e zone costiere, assottigliamento della fascia di ozono, esaurimento delle risorse naturali, dispersione di sostanze tossiche, ambiente urbano e rumore, rifiuti, inquinamento delle acque e risorse idriche) e per settore. Un gruppo di esperti dell’Ue ha quindi selezionato 10 indicatori per tema, da cui i 10 indicatori in sperimentazione anche in Italia (Torino, Ancona, Ferrara) per quanto riguarda l’ambiente urbano.
  

Inquinante
Sostanza che, immessa nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente stesso.
 

Investimenti ambientali
Sono gli investimenti destinati a prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente. Da questa categoria sono esclusi i costi sostenuti da un’impresa o da un ente pubblico in attuazione di obblighi di legge, ovvero destinati ad adeguare i metodi di produzione ai fini della salvaguardia dell’ambiente.

 

ISO 14001
Nel settembre 1996 è stata pubblicata la norma ISO (International Organization for Standardization) 14001: "Environmental Management System - Specification with guidance for use".
È una norma di sistema che definisce i requisiti organizzativo-gestionali di tipo ambientale che un'organizzazione deve soddisfare per ottenere il riconoscimento di un certificatore esterno indipendente.

• Life cycle analysis (LCA)
Analisi sistematica che valuta i flussi di materia e di energia durante tutta la vita di un prodotto, dall’estrazione dalle materie prime, alla produzione, alla distribuzione, all’utilizzo, fino all’eliminazione del prodotto stesso una volta divenuto rifiuto.

 

Norma UNI EN ISO 14001
Norma italiana relativa a “Requisiti e guida per l’uso” dei Sistemi di Gestione Ambientali, pubblicata nel novembre del 1996. Costituisce il recepimento in lingua italiana della norma europea EN ISO 14001, la quale a sua volta è il recepimento, senza alcuna modifica, della norma internazionale ISO 14001 del 1996.

 

PIL, PIL verde
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore della produzione totale di beni e servizi dell'economia di un paese all'interno del territorio nazionale: in tale indice il peso del degrado ambientale causato dalle attività umane non è conteggiato, anzi, le spese per la difesa dell'ambiente sono, di fatto, conteggiate tra i fattori positivi. Il "PIL verde", che dovrebbe correggere tale impostazione sottraendo al PIL il "peso" dei danni ambientali, è un progetto ancora lontano dalla sua concreta realizzazione.

Politica Ambientale
Gli obiettivi e i principi d’azione dell’impresa riguardo l’ambiente ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale (def. Reg. CEE n. 761/2001 – EMAS). Dichiarazione fatta da un’organizzazione delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale che fornisce uno schema di riferimento per l’attività e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale.

 

Principi contabili, Principi contabili ambientali
I principi contabili hanno la funzione di integrare e interpretare le norme di legge per la redazione dei bilanci di esercizio.
 Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.
In Italia, i principi contabili, riconosciuti anche dalla Consob, sono quelli emanati dall'apposita Commissione nazionale istituita dai Consigli nazionali dei Dottori commercialisti e dei Ragionieri. I principi nazionali sono elaborati tenendo sempre in considerazione i principi internazionali emanati dallo Iasc con i quali, in linea di massima, non esistono divergenze significative.
Uno degli obiettivi di CLEAR è quello di redigere i principi contabili per la realizzazione del bilancio ambientale di un ente locale.

Rapporto sullo stato dell’Ambiente
Documento elaborato dall’Ente locale per analizzare check-up dello stato dell’ambiente nel territorio di riferimento e creare una banca dati che valga come termine di confronto per individuare criticità e per monitorare l’efficacia delle politiche ambientali perseguite.

Rating ambientale
Processo di valutazione del rischio ambientale presente nell’attività delle aziende.

 

Rendiconto di gestione
Il Rendiconto è lo strumento di sintesi per la dimostrazione dei risultati di gestione dell’ente locale: attraverso opportune analisi, documenta i risultati ottenuti in termini di efficienza e di efficacia dell'intervento. Ha una duplice funzione: dare la dimostrazione riassuntiva delle operazioni effettuate nell'ambito della gestione e dei risultati conseguiti, nonché consentire il controllo sia da parte degli organi che hanno conferito il potere di gestione (Consiglio e Giunta), sia da parte dell'Organismo Regionale di Controllo. Costituisce il Rendiconto dell'Ente l'insieme del Conto di Bilancio, del Conto Economico e del Conto del Patrimonio.
Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio annuale e si conclude con la dimostrazione del risultato contabile di gestione e con quello contabile di amministrazione, in termini di avanzo, pareggio o disavanzo.
 Il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale.

Rifiuti pericolosi/non pericolosi
Ai sensi del D.Lgs 22/97 si definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o sia obbligato a disfarsi. I rifiuti pericolosi possiedono per definizione almeno una delle 14 caratteristiche di pericolo definite in relazione ai rischi per l’uomo e per l’ambiente secondo quanto previsto dalle norme comunitarie.

 

Sistema di gestione ambientale
La parte del sistema di gestione che comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare, rendere operativa, verificare e correggere la politica ambientale. La documentazione che descrive complessivamente il Sistema di Gestione Ambientale e i mezzi per raggiungere gli obiettivi stabilità è costituita dalla politica ambientale, dal manuale di gestione ambientale, dal piano di gestione ambientale

 

Spazio Ambientale disponibile
Per "Spazio Ambientale disponibile" s’intende il quantitativo di risorse ambientali rinnovabile e non rinnovabili che può essere usato senza mettere a rischio l’esaurimento delle risorse, la funzionalità e la ricettività dell’ambiente e, quindi, la capacità dell’ambiente di assolvere alla funzione di sostegno allo sviluppo per le generazioni future.
A livello internazionale è ormai riconosciuto che entro il trascorrere di una generazione si dovrebbe realizzare una società sostenibile. Il 2010 è l’anno assunto come riferimento per lo SA, in quanto esso è abbastanza lontano nel tempo per permettere un’adeguata redistribuzione dello SA ed è nel contempo abbastanza vicino per prevedere il tipo di sviluppo che avrà luogo nelle tecnologie e, in certa misura, nella società. Per le risorse non rinnovabili, l’anno di riferimento 2010 non è la data definitiva ma solo un primo obiettivo intermedio sulla strada verso una situazione di sostenibilità, che potrebbe essere raggiunta tra il 2030 ed il 2050.

 

Spese ambientali
Il termine “spesa ambientale” include il costo degli interventi intrapresi da un’impresa o da un ente pubblico, direttamente o attraverso terzi, al fine di prevenire, ridurre o riparare danni all’ambiente derivanti dalle sue attività operative. I costi in questione includono fra l’altro lo smaltimento dei rifiuti e le misure intese a prevenirne la formazione, la protezione del suolo e delle acque superficiali e sotterranee, la protezione dell’aria e del clima dall’inquinamento, la riduzione dell’inquinamento acustico e la tutela della biodiversità e del paesaggio.   

 

Strumenti volontari
Gli strumenti volontari sono strumenti di politica economica che vengono utilizzati o incentivati dal policy maker per influenzare positivamente il comportamento ambientale dei soggetti potenzialmente inquinanti. Questi strumenti si contrappongono a quelli di comando e controllo (vedi) e di mercato perché per ottenere dei miglioramenti nelle prestazioni ambientali delle organizzazioni presenti sul territorio non utilizzano né divieti e sanzioni, né tasse o incentivi monetari, bensì o la negoziazione di impegni (Accordi Volontari) o la validazione dei sistemi di gestione ambientale secondo norme individuate (EMAS) o l' informazione ambientale del pubblico (Rapporti ambientali). 

 

Sviluppo sostenibile, sostenibilità
Lo sviluppo sostenibile si prefigge di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future. La crescita economica e lo sviluppo si debbono realizzare e mantenere nel lungo periodo, rispettando i limiti imposti dal sistema ambiente nel significato più ampio del termine. La definizione del concetto di sviluppo sostenibile, è contenuta nel Rapporto della Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo, nota anche come "Commissione Bruntland" dal nome della presidente, la norvegese Gro Harlem Bruntland.
 
Valore aggiunto ambientale
Rappresenta l’incremento in termini di miglioramento ambientale che l’attività di impresa ha generato nell’eco-sistema.

 

Valutazione d'impatto ambientale (VIA)
Strumento di politica ambientale finalizzato a verificare l'impatto complessivo del progetto di una determinata opera sull'ambiente, anche in ordine ai livelli di qualità finale, mediante un'apposita procedura.
La VIA tende, dunque, a proteggere sia l'ambiente che la qualità della vita ponendo in essere una politica ecologica che eviti fin dall'inizio i guasti ambientali. A tal fine è necessario tener conto, in tutti i processi tecnici di programmazione e di decisione, delle eventuali ripercussioni dell'opera sull'ambiente mediante l'adozione di procedure destinate a valutarle.

WBCSD
World Business Coucil of Sustainable Development, ossia Consiglio mondiale delle imprese per lo sviluppo sostenibile.

 

 

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