
Sede
legale: Via Sale n. 93 –
25064 Gussago (BS)
Sede
operativa:
Via Milano 65 – 25100
Brescia
Tel.
339-1164322 (18.30 –21)
Tel. 347-0188154(14-18,30)
P.IVA 02324540984
Accumulatore
Accumulatore
di energia elettrica. Viene impiegato nei settori più svariati, dove
l’energia elettrica momentaneamente disponibile deve essere immagazzinata per
un uso successivo (p.e. impianti fotovoltaici isolati, tutti i tipi di
autoveicoli, impianti UPS, giocattoli,…)
Ampere
Unità
di misura fisica della corrente elettrica. L’abbreviazione è “A”.
Multipli e sottomultipli usuali sono : “kA” (chiloampere = mille ampere) e
“mA” (milliampere = millesimo di ampere).
Celle amorfe
Celle solari composte da uno strato di silicio applicato su una lastra di vetro attraverso deposizione catodica. Questa tecnologia rende possibile la realizzazione di celle di qualsiasi forma, dimensione e colore. Viene utilizzato spesso per realizzare le facciate.
Celle monocristalline
Celle
solari composte da silicio monocristallino. Alto rendimento, ma anche alto
prezzo d'acquisto.
Celle policristalline
Celle
solari composte da silicio policristallino. Questo tipo di celle ha rendimento
minore, ma sono anche più economiche.
Corrente/tensione alternata
Viene
abbreviata con la sigla AC oppure CA. Tipo di corrente (o tensione) che varia in
continuazione la sua intensità e direzione nel tempo. Qualsiasi presa di
corrente convenzionale fornisce corrente alternata.
Corrente/tensione continua
Viene
abbreviata con la sigla DC oppure CC. Tipo di corrente (o tensione) costante nel
tempo. Ogni batteria o accumulatore come ogni modulo fotovoltaico fornisce
corrente continua. Per poter alimentare anche le apparecchiature convenzionali
(adatte solo a corrente alternata), con un impianto fotovoltaico bisogna
applicare i cosiddetti convertitori.
Fotovoltaica
Trasformazione
diretta di luce in energia elettrica. Particolarmente ecologica dato che non
produce né rumore né odori, poca manutenzione dato che non contiene parti in
movimento.
Generatore di energia solare
Altra
definizione per l’insieme di vari moduli fotovoltaici collegato tra loro.
Impianto
ad isola
Impianto
fotovoltaico che funziona completamente autonomamente senza alimentazione da
parte della rete pubblica. L'energia solare viene immagazzinata negli
accumulatori.
Impianto
ad immissione in rete
Impianto
fotovoltaico che cede l'energia in eccesso alla rete pubblica; se l'impianto
invece non dovesse coprire il fabbisogno energetico (per esempio di notte),
l'energia viene prelevata di nuovo dalla rete.
Inverter
o Convertitore
Dispositivo
per la trasformazione di corrente continua in corrente alternata.
Regolatore
di carica
Interfaccia
tra la fonte di corrente continua (per esempio modulo fotovoltaico) e accumulatore.
Regola i processi di carica e scarica degli accumulatori.
Rendimento
di un modulo fotovoltaico
Rapporto
tra l'energia fornita dai raggi del sole e l'energia ricavata dal modulo. II
rendimento viene indicato in percentuale ed é sempre minore del 100%. Valori di
rendimento tipici per celle solari variano tra il 4% e il 18%.
Silicio
Materia
prima per la produzione di celle fotovoltaiche. Nella sua forma grezza é molto
frequente (per esempio sabbia).
Stringa
Collegamento
elettrico di diversi moduli fotovoltaici a formare un'unità.
Volt
Unità
di misura fisica della tensione elettrica. L’abbreviazione é "V”.
Altre unità usuali sono "kV" (chilovolt = mille volt) oppure "mV"
(millivolt = millesimo di volt).
Watt
Unità
di misura fisica della potenza. Può essere ricavata dalla corrente (ampere) e
dalla tensione (volt). (abbreviazione é "W". Multipli usuali sono
"kW" (chilowatt = mille watt), "MW" (megawatt = milione di
watt).
Wp
Watt
peak ovvero potenza di punta di un modulo solare in condizioni standard.
Ambiente
L’insieme
delle risorse naturali e di tutte le altre risorse che da esse derivano.
Nella valutazione delle politiche ambientali, il concetto comprende tutte le
risorse, come sopra definite, e il modo in cui esse vengono utilizzate e
distribuite secondo le regole economiche e sociali vigenti.
Agenda
XXI, Agende 21 Locali
L'Agenda XXI è il documento programmatico sul
quale si sono incentrati i lavori del Summit della Terra di Rio de Janeiro, nel
1992: materialmente, si tratta di 800 pagine in cui viene tracciato il quadro
dei diritti e dei doveri per il nuovo secolo e che hanno costituito la base per
la formulazione della Dichiarazione di Rio. Le Agende 21 Locali (A21L) sono gli
strumenti con cui i principi generali definiti a Rio vengono concretamente
tradotti nelle politiche locali.
Audit
ambientale
Insieme delle attività, svolte secondo apposita
procedura, che consente una valutazione sistematica, documentata, periodica e
obiettiva dell'efficienza dell'organizzazione e del sistema di gestione
ambientale
Best
Practises
Attività di ricerca, analisi e studio delle prassi
migliori relativamente ad uno specifico settore di interesse.
Bilancio
o Rapporto ambientale
Rapporto o bilancio ambientale sono termini spesso
utilizzati indistintamente. Il
Rapporto Ambientale è pertanto quel documento diffuso al pubblico e redatto
periodicamente all'interno, per mezzo del quale l'impresa descrive le sue
principali problematiche ambientali, il suo approccio strategico, la sua
organizzazione per la gestione ambientale, le azioni messe in atto per la
protezione ambientale e documenta, con dati statistiche e indicatori, il proprio
Bilancio
ambientale di un ente locale o Documento di sostenibilità
Il termine “documento di
sostenibilità” è stato definito e introdotto nel dibattito sulla contabilità
ambientale pubblica dal disegno di legge Giovanelli e altri dal titolo “Legge
quadro in materia di contabilità ambientale dello Stato, delle regioni e degli
enti locali”. Nell’accezione della proposta di testo normativo, il
“documento di contabilità ambientale” è un “documento riguardante la
sostenibilità ambientale dello sviluppo” che comuni, province, regioni e
Stato approvano ogni anno, “contestualmente ai documenti di programmazione
economico-finanziaria e di bilancio”. “Documento di contabilità
ambientale”,
Tale documento contiene: un sistema
organizzato di conti ambientali (fisici e monetari) in relazione alle competenze
dell’organo istituzionale cui si riferisce, realizzato in modo da rendere
possibile il confronto con i documenti di programmazione economico-finanziaria e
di bilancio; la valutazione degli impatti ambientali delle politiche settoriali,
sociali e di sviluppo attuate o da attuare dall’ente. Esso consiste, dunque,
in un rendiconto politico-istituzionale in materia ambientale, costruito su una
base di dati (sistema dei conti ambientali) inerenti lo stato dell’ambiente e
le pressioni del sistema antropico sull’ambiente stesso.
Certificazione ambientale
La Certificazione ambientale è il
rilascio di un parere professionale da parte di un soggetto terzo indipendente
(verificatore esterno) sulla completezza, comprensibilità e affidabilità del
Rapporto ambientale di un organizzazione, ed in questo caso si parlerà di
Certificazione del Rapporto ambientale, oppure sulla conformità del Sistema di
Gestione Ambientale di un'organizzazione ai requisiti richiesti dalla norma o
standard prescelto (es. ISO 14000 e EMAS, vedi), e in questo caso si parlerà di
Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale.
CFC
Composto chimico allo stato gassoso utilizzato nei
frigoriferi e nelle schiume autoespandenti; la radiazione ultravioletta causa il
rilascio degli atomi di cloro, con pregiudizio del buco dell’ozono, e con la
conseguenza di contribuire all’”effetto serra”.
Cogenerazione
Produzione combinata di energia
elettrica e vapore, utilizzabile sia nell’ambito industriale che civile
(teleriscaldamento).
Conferenza di
Kyoto
Terza Conferenza delle parti
firmatarie della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici, tenutasi nel dicembre del 1997; in tale occasione è stato definito
un Protocollo che prevede impegni legalmente vincolanti di contenimento delle
emissioni di gas serra rispetto al 1990 (per l’Europa 8%, per l’Italia
6,5%).
Contabilità
ambientale
Con il termine contabilità
ambientale si intende un sistema che permette di rilevare, organizzare gestire e
comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi in unità
fisiche e monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un
organizzazione pubblica o privata si parlerà di contabilità ambientale
pubblica o d'impresa.
Conti
ambientali
I conti ambientali descrivono la
pressione, espressa in unità fisiche, esercitata dalle attività economiche
sull'ambiente naturale.
I conti ambientali vengono definiti
nel modo seguente: "Per sistema di conti ambientali si intende l'insieme
delle informazioni che, nell'ambito del sistema statistico nazionale descrivono:
a) la consistenza e le variazioni del patrimonio naturale; b) le interazioni tra
economia ed ambiente; c) le spese per la prevenzione, la protezione e il
ripristino in materia ambientale".
Crediti
ecologici
Finanziamenti di progetti
eco-compatibili.
Disegno
di legge sulla contabilità ambientale
E’ il disegno di legge “in
materia di contabilità dei Comuni, delle Province, delle Regioni e dello
Stato”, presentato dal sen. Giovanelli e altri e approvato dal Senato il 14
luglio 1999.Il testo, alla cui redazione ha contribuito il Consiglio Nazionale
dell’Economia e del Lavoro, è stato ripresentato nella XIV legislatura ed è
ora all’esame della Commissione Ambiente del Senato.
Per ulteriori approfondimenti vedi “La natura nel conto”, a cura di Fausto
Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet, Edizioni Ambiente, Milano 2000.
Ecoefficienza
Il significato del termine
ecoefficienza può essere fatto risalire alla riformulazione del concetto stesso
di efficienza proposta da E. U. Von Weiszäcker, A. B. Lovins e L. H. Lovins nel
volume Fattore 4 (Edizioni Ambiente, 1998). Qui, per efficienza si intende ciò
che consente di scindere il benessere dell'umanità dal consumo di risorse.
Secondo gli autori, migliorando e calibrando l'efficienza - attraverso una serie
di tecniche e metodologie già oggi disponibili - si può arrivare rapidamente a
un utilizzo più razionale delle risorse, con benefici ambientali, sociali ed
economici.
Eco-design
Riprogettazione del prodotto in modo che causi il
minor danno possibile all’ambiente durante la produzione, l’uso e lo
smaltimento.
Eco-innovatori
Aziende che presentano un grande
potenziale innovativo in relazione ai prodotti/servizi erogati ad alta
efficienza ecologica.
Eco-labelling
Insieme delle procedure introdotte
in ambito europeo dal Regolamento comunitario n. 880/1992, consistenti nel
contrassegnare con logo specifico i prodotti caratterizzati da un limitato
impatto ambientale. Il logo viene assegnato a quei prodotti che soddisfano uno
specifico insieme dei criteri ecologici.
Eco-leader
Aziende che all’interno del loro
settore produttivo raggiungono le migliori performance ambientali.
EMAS
Schema di Gestione e Audit Ambientale secondo il
Regolamento della Comunità Europea n. 761/01. Il Regolamento detta le regole
per l’adozione volontaria di sistemi di gestione ambientale (analoghe allo
standard ISO 14001) e per la redazione della Dichiarazione Ambientale.
Embodied
energy
Il concetto di eMergia (embodied
energy) sta per energia incorporata ed è una misura dell’energia utilizzata
in un intero processo, naturale o artificiale.
Environmental
Sustainability Index
L’Environmental Sustainability
Index cerca di misurare i progressi verso la sostenibilita’ in 122 paesi e si
basa su di un set di 22 indicatori molto generali (tipo qualita’ dell’acqua,
riduzione dello stress degli ecosistemi, riduzione della pressione della
popolazione ecc.) ciascuno dei quali combina da 2 a 6 variabili per un totale di
67 variabili (piu’ specifiche come, ad esempio, la concentrazione di fosforo
nelle acque, la percentuale di mammiferi minacciati, la percentuale nella
copertura di foreste 1990-95, la mortalita’ sotto i 5 anni ecc.).
Fondi
ecologici
Fondo comune che investe in azioni o
società che si distinguono per l’impegno verso la salvaguardia, la tutela e
il rispetto dei principi etici.
HDI
L’Indice di Sviluppo Umano (HDI)
è costruito sulla base di tre indicatori a livello nazionale della speranza di
vita, del grado di istruzione (istruzione degli adulti e iscrizioni alla scuola
elementare-media-superiore), e della media del PIL pro capite (espresso in
"dollari internazionali" vale a dire in termini di parita’ di potere
d’acquisto- PPP$). Ad ognuno di questi tre fattori è dato peso uguale per il
calcolo dell'indice HDI. La metodologia per la costruzione dell'indice e'
cambiata tre volte tra il 1990 e il 1994, ma negli ultimi anni e' rimasta
immutata.
Il valore dell’HDI, compreso tra 0 e 1, indica quanto ciascun Paese si e’
avvicinato ai seguenti obiettivi:
a) Speranza di vita 85 anni
b) Accesso all’Istruzione per tutti
c) livello decente di reddito
Il valore teorico massimo dell’Indice (HDI = 1) significa che il Paese ha
conseguito tutti gli obiettivi.
Le misure utilizzate per ciascuna variabile sono:
- La longevita’ misurata attraverso la speranza di vita alla nascita
- Il livello di istruzione misurato da una media ponderata di alfabetizzazione
degli adulti (due-terzi) e il tasso di iscrizione alle scuole
elementari-medie-superiori (un terzo)
- il livello di vita misurato attraverso la parità di potere di acquisto
espresso in dollari USA (PPP$).
Impatto
ambientale
Qualunque modificazione
dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività,
prodotti o servizi di un’organizzazione.
Impronta
ecologica
William Rees, l’autore che insieme a Mathis
Wackernagel ha messo a punto l’impostazione base dell’”Impronta
ecologica” (1996), la definisce come l’area totale di ecosistemi terrestri e
acquatici richiesta per produrre le risorse che la popolazione umana consuma e
per assimilare i rifiuti che essa stessa produce.
Dopo il vertice di Rio de Janeiro del 1997, Wackernagel ha predisposto con altri
collaboratori un ampio lavoro dedicato al calcolo delle impronte ecologiche di
52 paesi, che ospitano globalmente l’80% della popolazione mondiale.
Questi ricercatori affermano: “sommando i territori biologicamente produttivi,
che su scala mondiale sono pari a 0,25 ettari di terreni agricoli, 0,6 di
pascoli, 0,6 di foreste e 0,03 di aree edificate pro capite, otteniamo un totale
di 1,5 ettari di territorio pro capite; arriviamo a 2 ettari se vi includiamo le
aree marine. Non tutto questo spazio è disponibile per gli esseri umani, poiché
quest’area ospita anche i 30 milioni di specie con le quali l’umanità
condivide il pianeta. Secondo la Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo
sviluppo, almeno il 12% della capacità ecologica complessiva dovrebbe essere
preservata a garanzia della biodiversità. Questo 12% può non essere
sufficiente per conservare la biodiversità, ma conservarne di più potrebbe non
essere politicamente fattibile (…). E’ quindi possibile calcolare che dei
circa 2 ettari pro capite di area biologicamente produttiva che esistono sul
pianeta, solo 1,7 ettari pro capite sono disponibili per l’impiego da parte
dell’uomo
Indicatori e
altri strumenti statistico-contabili di contabilità ambientale
Sono strumenti statistici in grado
di fornire informazioni sull’ambiente (nel senso esteso inteso da questo
glossario, vedi).
Il modello più diffuso è quello degli indicatori di pressione settoriale, o
Determinanti-Pressione-Stato-Impatti-Risposte (DPSIR), elaborato dall’OCSE
(Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
La Commissione europea ha individuato una linea di azione denominata ESEPI (European
System of Environmental Pressure Indices), per fornire una descrizione sintetica
in termini fisici dei fenomeni causati dalle attività umane che sono
all’origine dei problemi ambientali. Si tratta di determinare statisticamente
tali pressioni per tema ambientale (dieci: inquinamento atmosferico, cambiamenti
climatici, perdita di biodiversità, ambiente marino e zone costiere,
assottigliamento della fascia di ozono, esaurimento delle risorse naturali,
dispersione di sostanze tossiche, ambiente urbano e rumore, rifiuti,
inquinamento delle acque e risorse idriche) e per settore. Un gruppo di esperti
dell’Ue ha quindi selezionato 10 indicatori per tema, da cui i 10 indicatori
in sperimentazione anche in Italia (Torino, Ancona, Ferrara) per quanto riguarda
l’ambiente urbano.
Inquinante
Sostanza che, immessa
nell’ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e
biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente
stesso.
Investimenti
ambientali
Sono gli investimenti destinati a
prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente. Da questa categoria
sono esclusi i costi sostenuti da un’impresa o da un ente pubblico in
attuazione di obblighi di legge, ovvero destinati ad adeguare i metodi di
produzione ai fini della salvaguardia dell’ambiente.
ISO
14001
Nel settembre 1996 è stata
pubblicata la norma ISO (International Organization for Standardization) 14001:
"Environmental Management System - Specification with guidance for use".
È una norma di sistema che definisce i requisiti organizzativo-gestionali di
tipo ambientale che un'organizzazione deve soddisfare per ottenere il
riconoscimento di un certificatore esterno indipendente.
•
Life cycle analysis (LCA)
Analisi sistematica che valuta i flussi di materia e di energia durante tutta la
vita di un prodotto, dall’estrazione dalle materie prime, alla produzione,
alla distribuzione, all’utilizzo, fino all’eliminazione del prodotto stesso
una volta divenuto rifiuto.
Norma
UNI EN ISO 14001
Norma italiana relativa a
“Requisiti e guida per l’uso” dei Sistemi di Gestione Ambientali,
pubblicata nel novembre del 1996. Costituisce il recepimento in lingua italiana
della norma europea EN ISO 14001, la quale a sua volta è il recepimento, senza
alcuna modifica, della norma internazionale ISO 14001 del 1996.
PIL,
PIL verde
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è
il valore della produzione totale di beni e servizi dell'economia di un paese
all'interno del territorio nazionale: in tale indice il peso del degrado
ambientale causato dalle attività umane non è conteggiato, anzi, le spese per
la difesa dell'ambiente sono, di fatto, conteggiate tra i fattori positivi. Il
"PIL verde", che dovrebbe correggere tale impostazione sottraendo al
PIL il "peso" dei danni ambientali, è un progetto ancora lontano
dalla sua concreta realizzazione.
Politica
Ambientale
Gli obiettivi e i principi
d’azione dell’impresa riguardo l’ambiente ivi compresa la conformità alle
pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale (def. Reg. CEE n.
761/2001 – EMAS). Dichiarazione fatta da un’organizzazione delle sue
intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione
ambientale che fornisce uno schema di riferimento per l’attività e per la
definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale.
Principi
contabili, Principi contabili ambientali
I principi contabili hanno la
funzione di integrare e interpretare le norme di legge per la redazione dei
bilanci di esercizio.
Gli enti locali deliberano
annualmente il bilancio di previsione finanziario osservando i principi di unità,
annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e
pubblicità.
In Italia, i principi contabili, riconosciuti anche dalla Consob, sono quelli
emanati dall'apposita Commissione nazionale istituita dai Consigli nazionali dei
Dottori commercialisti e dei Ragionieri. I principi nazionali sono elaborati
tenendo sempre in considerazione i principi internazionali emanati dallo Iasc
con i quali, in linea di massima, non esistono divergenze significative.
Uno degli obiettivi di CLEAR è quello di redigere i principi contabili per la
realizzazione del bilancio ambientale di un ente locale.
Rapporto
sullo stato dell’Ambiente
Documento elaborato dall’Ente
locale per analizzare check-up dello stato dell’ambiente nel territorio di
riferimento e creare una banca dati che valga come termine di confronto per
individuare criticità e per monitorare l’efficacia delle politiche ambientali
perseguite.
Rating
ambientale
Processo di valutazione del rischio
ambientale presente nell’attività delle aziende.
Rendiconto
di gestione
Il Rendiconto è lo strumento di
sintesi per la dimostrazione dei risultati di gestione dell’ente locale:
attraverso opportune analisi, documenta i risultati ottenuti in termini di
efficienza e di efficacia dell'intervento. Ha una duplice funzione: dare la
dimostrazione riassuntiva delle operazioni effettuate nell'ambito della gestione
e dei risultati conseguiti, nonché consentire il controllo sia da parte degli
organi che hanno conferito il potere di gestione (Consiglio e Giunta), sia da
parte dell'Organismo Regionale di Controllo. Costituisce il Rendiconto dell'Ente
l'insieme del Conto di Bilancio, del Conto Economico e del Conto del Patrimonio.
Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione autorizzatoria
contenuta nel bilancio annuale e si conclude con la dimostrazione del risultato
contabile di gestione e con quello contabile di amministrazione, in termini di
avanzo, pareggio o disavanzo.
Il conto del patrimonio rileva i
risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio
al termine dell’esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso
dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale.
Rifiuti
pericolosi/non pericolosi
Ai sensi del D.Lgs 22/97 si
definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi,
abbia deciso o sia obbligato a disfarsi. I rifiuti pericolosi possiedono per
definizione almeno una delle 14 caratteristiche di pericolo definite in
relazione ai rischi per l’uomo e per l’ambiente secondo quanto previsto
dalle norme comunitarie.
Sistema
di gestione ambientale
La parte del sistema di gestione che
comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le
responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare,
rendere operativa, verificare e correggere la politica ambientale. La
documentazione che descrive complessivamente il Sistema di Gestione Ambientale e
i mezzi per raggiungere gli obiettivi stabilità è costituita dalla politica
ambientale, dal manuale di gestione ambientale, dal piano di gestione ambientale
Spazio
Ambientale disponibile
Per "Spazio Ambientale
disponibile" s’intende il quantitativo di risorse ambientali rinnovabile
e non rinnovabili che può essere usato senza mettere a rischio l’esaurimento
delle risorse, la funzionalità e la ricettività dell’ambiente e, quindi, la
capacità dell’ambiente di assolvere alla funzione di sostegno allo sviluppo
per le generazioni future.
A livello internazionale è ormai riconosciuto che entro il trascorrere di una
generazione si dovrebbe realizzare una società sostenibile. Il 2010 è l’anno
assunto come riferimento per lo SA, in quanto esso è abbastanza lontano nel
tempo per permettere un’adeguata redistribuzione dello SA ed è nel contempo
abbastanza vicino per prevedere il tipo di sviluppo che avrà luogo nelle
tecnologie e, in certa misura, nella società. Per le risorse non rinnovabili,
l’anno di riferimento 2010 non è la data definitiva ma solo un primo
obiettivo intermedio sulla strada verso una situazione di sostenibilità, che
potrebbe essere raggiunta tra il 2030 ed il 2050.
Spese
ambientali
Il termine “spesa ambientale”
include il costo degli interventi intrapresi da un’impresa o da un ente
pubblico, direttamente o attraverso terzi, al fine di prevenire, ridurre o
riparare danni all’ambiente derivanti dalle sue attività operative. I costi
in questione includono fra l’altro lo smaltimento dei rifiuti e le misure
intese a prevenirne la formazione, la protezione del suolo e delle acque
superficiali e sotterranee, la protezione dell’aria e del clima
dall’inquinamento, la riduzione dell’inquinamento acustico e la tutela della
biodiversità e del paesaggio.
Strumenti
volontari
Gli strumenti volontari sono
strumenti di politica economica che vengono utilizzati o incentivati dal policy
maker per influenzare positivamente il comportamento ambientale dei soggetti
potenzialmente inquinanti. Questi strumenti si contrappongono a quelli di
comando e controllo (vedi) e di mercato perché per ottenere dei miglioramenti
nelle prestazioni ambientali delle organizzazioni presenti sul territorio non
utilizzano né divieti e sanzioni, né tasse o incentivi monetari, bensì o la
negoziazione di impegni (Accordi Volontari) o la validazione dei sistemi di
gestione ambientale secondo norme individuate (EMAS) o l' informazione
ambientale del pubblico (Rapporti ambientali).
Sviluppo
sostenibile, sostenibilità
Lo sviluppo sostenibile si prefigge
di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni
future. La crescita economica e lo sviluppo si debbono realizzare e mantenere
nel lungo periodo, rispettando i limiti imposti dal sistema ambiente nel
significato più ampio del termine. La definizione del concetto di sviluppo
sostenibile, è contenuta nel Rapporto della Commissione Mondiale sull'Ambiente
e lo Sviluppo, nota anche come "Commissione Bruntland" dal nome della
presidente, la norvegese Gro Harlem Bruntland.
Valore
aggiunto ambientale
Rappresenta l’incremento in
termini di miglioramento ambientale che l’attività di impresa ha generato
nell’eco-sistema.
Valutazione
d'impatto ambientale (VIA)
Strumento di politica ambientale
finalizzato a verificare l'impatto complessivo del progetto di una determinata
opera sull'ambiente, anche in ordine ai livelli di qualità finale, mediante
un'apposita procedura.
La VIA tende, dunque, a proteggere sia l'ambiente che la qualità della vita
ponendo in essere una politica ecologica che eviti fin dall'inizio i guasti
ambientali. A tal fine è necessario tener conto, in tutti i processi tecnici di
programmazione e di decisione, delle eventuali ripercussioni dell'opera
sull'ambiente mediante l'adozione di procedure destinate a valutarle.
WBCSD
World Business Coucil of Sustainable
Development, ossia Consiglio mondiale delle imprese per lo sviluppo sostenibile.

Sede
legale: Via Sale n. 93 –
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Via Milano 65 – 25100
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